Psicologo Napoli
Varese, Milano, Napoli

Il rapporto con il peso nei Disturbi del Comportamento Alimentare: la guarigione del corpo.

lunedì 10 maggio 2021 - 15:36

 

Affrontare la restrizione calorica e il sottopeso o le abbuffate compulsive e il sovrappeso, fa parte del recupero del corpo nel processo di cura di un Disturbo del Comportamento Alimentare.
Quella relativa al corpo è una parte fondamentale, e spesso imprescindibile, del processo di guarigione. Se è vero che nei DCA ciò che accade al corpo è conseguenza, è altrettanto vero che la condizione del corpo contribuisce al circolo autoalimentato del disturbo.

 

Abbiamo visto che un disturbo alimentare può presentarsi in veste restrittiva o compulsiva, due facce della stessa medaglia. Nel primo caso l'assunzione di cibo è ridotta fino a produrre un deficit energetico e una perdita di peso corporeo che causano complicanze fisiche gravi e marcato danno psicosociale, che insieme contribuiscono a mantenere la psicopatologia del disturbo dell'alimentazione. Nel secondo caso l'introito calorico quotidiano può essere molto elevato e dunque portare ad un notevole surplus energetico con conseguente aumento del peso corporeo che, oltre un certo limite, può causare conseguenze gravi quanto il sottopeso.

 

In entrambi i casi, è presente la restrizione dietetica cognitiva, cioè il tentativo di limitare l'assunzione di cibo per controllare il peso e la forma del corpo. Indipendentemente dal fatto che esso produca un deficit o un surplus energetico, è un aspetto della malattia che va trattato nel percorso terapeutico, dal punto di vista sia psicologico nutrizionale.

  

 

Avvicinarsi a peso e composizione corporea naturale.

 

Facile a dirsi, difficile a farsi. Tuttavia, è davvero importante riportare il corpo ad una condizione in cui possa funzionare bene. Un organismo malnutrito, per difetto o per eccesso, è "una macchina" che non è in grado di espletare al meglio le sue funzioni: gli organi versano in uno stato di forte stress e spingono i loro meccanismi al limite pur di permettere all'organismo di sopravvivere. Spesso, chi vive un DCA, non ha la percezione di cosa davvero accada al corpo, sia per la dispercezione corporea – motore rombante del disturbo – sia perché il corpo, finchè può, non dà grossi segnali ("le mie analisi perfette!"). Una pace solo apparente.

 

 

Normalizzare il comportamento alimentare.

 

Le persone affette da un disturbo dell'alimentazione adottano spesso regole dietetiche estreme e rigide come saltare i pasti, ridurre al minimo le porzioni, evitare specifici alimenti, contare le calorie, limitare o evitare gli inviti a mangiare fuori casa. Queste rigide imposizioni sono, in genere, motivate da una preoccupazione invalidante nei confronti del peso e della forma del corpo. Tali dogmi, nel corso del trattamento, vengono osservati, approfonditi nel loro nesso causa-effetto e smontati nelle loro più piccole parti, così da restituirli a quello che sono: sintomi. La malattia, egosintonica, si avvale di tali espedienti per aumentare le preoccupazioni per l'alimentazione, provocare ansia ogni volta che si affronta un pasto, restringere il modo di alimentarsi, favorire le abbuffate, ridurre l'introito calorico e danneggiare le relazioni sociali.

 

Ripristinare le normali percezioni di fame e sazietà.

 

E' così che i dettami del DCA e le loro conseguenze fisiche fanno sì che, nel tempo, le normali sensazioni di fame e sazietà vengano alterate e la persona senta di non poterci più fare affidamento. Tali alterazioni favoriscono lo sviluppo di abbuffate, in conseguenza dell'aumento della fame o, al contrario, la riduzione dell'assunzione di cibo in conseguenza del precoce senso di pienezza dovuto al ridotto svuotamento gastrico che si verifica nel sottopeso. Rieducare il corpo alla sua natura non è un processo semplice né da percorrere né da accettare, tuttavia vale la pena affrontarlo per ricominciare a vivere.

 

Nei prossimi articoli parleremo di uno dei punti caldi di questa materia: la dieta.

 

 

 

Dott.ssa Claudia Gucciardi. Biologa Nutrizionista

 

 

 

Fonti:

 

- Linee di indirizzo nazionali per la riabilitazione nutrizionale nei disturbi dell'alimentazione. Quaderno del Ministero della Salute n.17 ISSN 2038-5293

 

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